I nove comuni Arte e Cultura

Castelnovo del Friuli

Basterebbe già solo il paesaggio di questo comune ad allietare lo sguardo del turista; è molto suggestivo percorrere i tipici sentieri acciottolati detti "trojs" che in passato uomini e donne con carri trainati da animali lentamente percorrevano. Da vedere sono anche gli antichi vitigni che si arrampicano sui colli, preziosi per la produzione di speciali vini quali lo "scjaglin", "l'ucelut", il "piculit neri" o il "forgiarin".

La storia della Chiesa di San Nicolò, dal cui sagrato è oggi possibile godere di uno spettacolare panorama, rispecchia le vicende del borgo stesso. Nel 1810 si pose la necessità di demolire la vecchia chiesa, ormai troppo piccola per contenere i numerosi fedeli, per costruirne una seconda nel medesimo punto. La terza e definitiva chiesa venne edificata tra il 1883 e il 1889 e fu consacrata nel 1895, ma già dal 1870, dopo 1400 anni di dipendenza dalla Pieve di Travesio, divenne una parrocchia indipendente. Al suo interno meritano molta considerazione due altari di Luigi Minisini (1816-1901), artista friulano, formatosi a Roma e a Venezia, i cui lavori principali sono rappresentati dai due grandi Angeli del Santuario di Madonna di Rosa a San Vito al Tagliamento, dal monumento funebre dedicato all'Arcivescovo Zaccaria Ericito nel Duomo di Udine, e infine dall'Angelo della Preghiera nella Chiesa del cimitero sempre a Udine.

In località Costa è stata da poco restaurata Villa Sulis, residenza signorile del XVII secolo i cui balconi, aperti ad arco ed incorniciati dal rosso vivo dei gerani, riflettono, amplificandolo, il succedersi delle colline retrostanti. A Paludea la Chiesa di San Carlo conserva una preziosa statua del Pilacorte, mentre a Praforte si può visitare la Chiesa dedicata a San Vincenzo.

Su un altro colle, denominato Colle Monaco, sono stati ritrovati resti di fortificazioni risalenti all'VIII-IX secolo: attualmente una Chiesetta bianca, dedicata a San Daniele, sorge proprio sul cocuzzolo e al suo interno si può ammirare un luminoso Cristo a fresco che benedice il viandante.

Anche il Pordenone ha lasciato il suo segno, purtroppo non pervenuto fino ai nostri giorni: una Via Crucis lungo la strada che dalla scuola arriva fin sotto la Chiesa di San Nicolò .

Clauzetto

L'ambito delle grotte di Pradis rappresenta sicuramente la meta più suggestiva.

Si visita innanzitutto la grande Grotta Verde dedicata alla Madonna e quindi, scendendo i 207 gradini di una ripida scala, si giunge al fondo dello spettacolare "Orrido" intitolato a Don G. Bianchini.

La profonda forra ospita il tumultuoso torrente Cosa e lo splendido Crocifisso bronzeo, realizzato dal Prof. Gatto, è inteso a placare idealmente l'impeto delle acque.

Di vivo interesse risulta anche il patrimonio artistico presente nelle numerose chiese.

La Parrocchiale di San Giacomo, primo avamposto ad essere baciato dal sole del mattino, è preceduta da un'ampia scalinata di 89 gradini. La sua costruzione risale ai secoli XVII-XVIII, ma venne riedificata nel 1618 e consacrata nel 1727.

Il battistero di Giovanni da Gemona posto al suo interno è completato dalla copertura lignea capolavoro di G. Vincenzo Comuzzo (1672). Gli altari sono di Francesco Sabbadini (1773) e Giuseppe Mattiussi (1769), gli Angeli dell'altar maggiore si devono invece a Giacomo Pischiutti (1770).

I dipinti sono opera del clauzettano Odorico Politi e di Giuseppe Angeli (sec. XVIII), mentre i recenti affreschi sono di Giuseppe Modolo.

Altra meta di particolare interesse è la Pieve di San Martino, che si raggiunge attraverso una strada ora asfaltata. Gli elementi degni di maggire ammirazione della Chiesa, oltre al portico con archi a tutto sesto posto al suo esterno, sono senza dubbio l'altare maggiore in marmo, opera del Pilacorte risalente al 1525, la pala di G. Secante (1576) e un anonimo affresco del 1564.

Si possono visitare inoltre la Chiesetta di S. Paolo, che conserva un'acquasantiera del 1515, opera di Nicolò Olivo, e la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Pradis di Sotto: inaugurata nel 1885 e promossa a Parrocchiale nel 1891, conserva al suo interno una pala raffigurante il Sacro Cuore di Gesù dipinta da Giovanni Rota nel 1887.

Meduno

Meduno, oltre ad essere splendida dal punto di vista paesaggistico e ad offrire un grande patrimonio naturalistico, è di importanza notevole anche per quanto riguarda l'aspetto artistico. Da visitare è senz'altro Palazzo Colossis, risalente al XVII secolo e adibito prima a scuola e oggi a sede della 5^ Comunità Montana.

Degna di nota è la Chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita tra l' XI e il XII secolo e più volte restaurata. Al suo interno si può ammirare un fonte battesimale del Pilacorte, oltre ad un altare marmoreo e alla pala d'altare opera di Giovanni Battista Piazzetta.

Molto elegante anche l'organo costruito nel 1860 dalla ditta Bazzani e restaurato dopo il terremoto del 1976 da Gustavo e Francesco Zanin. Una breve visita è consigliata anche alle altre chiese delle borgate: quella di San Giovanni Bosco a Sottomonte, quella di San Pellegrino a Navarons, la Chiesetta di San Martino al Castello e quella di San Bartolomeo a Ciago, accanto alla quale si trova "La Piera da l'Aga", presunta pietra sacrificale di epoca preromana.

Pinzano al Tagliamento

Giovanni Antonio De Sacchis, detto il Pordenone, ed il Pilacorte hanno lasciato nel territorio di questo comune una serie di opere d'arte di notevole pregio.

A Pinzano, nella Chiesa di S. Martino e Biagio, il Pordenone ha dipinto una "Madonna in trono con Bambino" ed un "Martirio di San Sebastiano".

All'interno di questa stessa chiesa, risalente al XV secolo, si trova anche un altare in marmo opera dei fratelli Comiz ed una pregevole pala d'altare del Guardi. L'organo, di scuola veneta, risale invece alla prima metà del XIX secolo ed è collocato in cantoria, sopra la porta maggiore.

Nel 1991 è stato restaurato da Gustavo e Francesco Zanin. Nella frazione di Valeriano, presso la Chiesa od Oratorio di Santa Maria dei Battuti, il Pordenone ha dipinto una magnifica Natività (datata 1524), mentre nella Chiesa dedicata a Santo Stefano, sempre a Valeriano, ha firmato nel 1506 la sua prima opera certa, un trittico ad affresco rappresentante i Santi Michele Arcangelo, Giovanni Battista e Valeriano.

Nella stessa Chiesa, il Pilacorte ha lasciato il portale d'ingresso alla destra del quale, su una bianchissima pietra d'Istria, scolpì un' epigrafe che porta la storica data del 1492. Meritano uno sguardo Palazzo Pini , ora sede della Protezione Civile, e Palazzo Rizzolati, sede municipale, mentre il ponte di Pinzano sul fiume Tagliamento è da notare per quell'unica arcata in cemento lunga 200 metri che unisce la strettoia tra Pinzano e Ragogna: costruito nel 1906, venne riedificato nella sua attuale forma nel 1966, dopo la disastrosa alluvione del fiume Tagliamento.

Sequals

Il Secentesco palazzo Domini - Fabiani, sede municipale, rappresenta un interessante esempio di restauro condotto in un'equilibrata sintesi fra nuovo ed antico.

Accanto al municipio, l'edificio ex-casa Grandis, attuale sede dell'ufficio tecnico comunale, conserva una serie di pavimenti pregevolmente restaurati, simbolo dell'arte sequalsese.

La chiesa di Sant' Andrea, costruita intorno alla metà del '700, racchiude pregevoli opere in mosaico di artisti locali, fra cui Gian Domenico Facchina.

La chiesetta di San Nicolò, risalente al XIII secolo, conserva due tele di Gaspare Narvesa dei primi del '600 raffiguranti San Valentino e San Floriano, e sculture del Pilacorte fra cui il portale raffigurante una serie di dodici teste d'Angeli.

In località Lestans si trova la parrocchiale di Santa Maria Assunta, la cui costruzione risale al XIII secolo. Al suo interno è possibile ammirare un ciclo di affreschi cinquecenteschi rappresentanti storie dell'Antico e Nuovo Testamento, opera di Pomponio Amalteo, genero del Pordenone, recentemente restaurata dopo il terremoto del '76. Situata su un colle tra il capoluogo e Lestans, sorge la chiesa di San Zenone, eretta nella metà del '400 sulle fondamenta di una precedente chiesa, probabilmente del X secolo.

Merita di essere visitata Villa Savorgnan (sec. XVII - XVIII ) oggi di proprietà comunale e sede di convegni, attività artistiche e culturali, e che ospita inoltre numerosi reperti archeologici rinvenuti nella zona. Sempre a Lestans si trova Villa Geltrude, attuale sede del C.R.A.F., donata al comune dalla famiglia Giovanni Ciani, maestro scalpellino trasferitosi in Boemia, alla cui perizia si devono, ad esempio, le decorazioni dell' Opera di Vienna e del Teatro Nazionale di Praga.

A Solimbergo si trova la villa settecentesca adibita a casa canonica, esempio del modello di architettura veneta che, dal primo quarto del 1500 alla fine del 1700, venne ripreso in terra friulana; al suo interno la maestria dei celebri terrazzai della zona si manifesta nella sequenza dei pavimenti conservati e restaurati. Accanto alla canonica si trova la chiesa dei S. S. Nomi di Gesù e Maria, al cui interno sono conservati altari barocchi di origine veneziana, un bel soffitto affrescato, la pala di G. Carlini e mosaici di artisti solimberghesi.

Solimbergo è inoltre famosa per il suo castello medioevale ( XII secolo), di cui oggi rimangono solo la torre parzialmente restaurata e parte delle murature di cinta.

Tramonti di Sopra

Un esempio di archittetura spontanea signorile è rappresentato da Palazzo Zatti del XVII secolo, che attira lo sguardo di chi ama le forme semplici e le strutture lineari.

La chiesa di S. Floriano, risalente al 1625, ha subito un restauro completo verso il 1860: è contornata dal cimitero e si trova in una suggestiva posizione panoramica. Interessanti al suo interno sono un altare barocco in marmi policromi e una bella vetrata di Pierino Sam.

La chiesa dedicata alla Madonna della Salute è invece in stile neogotico ed è stata arricchita da recenti creazioni eseguite da G. Carlo Magris.

Nella frazione di Chievolis si trova la Chiesa di S. Pietro, del 1738, mentre quella dedicata a S.Maria del Carmelo (1740) raccoglie i fedeli di Redona, Inglagna, Pradis, Maleon e Quas. Si segnala inoltre una chiesa Valdese, stabilitasi qui fin dal 1880 per iniziativa di un gruppo di universitari tramontini che studiavano a Padova. Accanto alla chiesa, un Centro Ecumenico adibito a colonia per turisti.

Tramonti di Sotto

La natura merita immersioni totali per toccare da vicino i fiori e le piante, per percorrere vecchi sentieri o per vedere animali che qui trovano il loro habitat ideale.

L'opera dell'uomo si è concretizzata nella chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al XV secolo e interamente ristrutturata dopo il sisma del '76. Al suo interno si possono ammirare gli affreschi del coro risalenti al 1400-1500, di scuola tolmezzina (G. Pietro da S.Vito).

A Campone la Chiesa di San Nicolò conserva una Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Caterina, opera del pittore feltrino Girolamo Turro, che qui a Campone venne a ritrovare la pace perduta a causa di una grave malattia mentale: per questo forse l'immagine conservata nella chiesa possiede qualcosa di surreale.

A Tramonti di Mezzo si può visitare la Chiesa di Sant'Antonio Abate, nella quale si trovano alcune statue in bronzo dello Strozzabosco e opere moderne come la Via Crucis di G. C. Magris. A Tramonti di Mezzo, Tridis e Campone si possono ammirare numerosi esempi di architettura rurale, catalogati dalla Regione come beni ambientali mirabilmente ristrutturati e caratterizzati dalle belle arcate aperte in brillante pietra viva.

A Campone, frazione nata nella valle formata dal Torrente Chiarzò, si trova un antico mulino con pale di legno. Non si hanno ancora precise notizie sulla sua data di costruzione, ma grazie all' impegno dell'amministrazione locale nonché di appassionati privati cittadini, il mulino è tuttora funzionante.

Travesio

Merita una visita il "Puntic", punto di contatto verso gli abitati di Castelnovo, dal quale si può godere la suggestiva vista del torrente Cosa che scorre tra enormi massi. Poco distante, dopo aver attraversato i binari della linea ferroviaria che unisce Pinzano a Maniago, si sale la piccola collina che porta alla Chiesa di San Pietro Apostolo. Prima di entrare si possono subito notare i due portali laterali, opera del Pilacorte, risalenti ai primi decenni del 1600.

All'interno sia il Pilacorte sia il Pordenone hanno lasciato preziosi segni del loro passaggio: la vita di San Pietro fu dipinta mirabilmente dal Pordenone sulla volta dell'abside verso il 1516, mentre le pareti furono decorate nel 1526.

Il portale che porta alla Sacrestia (1484) e il fonte battesimale (1485-1490) che si può ammirare appena varcata la soglia della chiesa sono del Pilacorte. All'esterno il Campanile, alto circa 36 m. è stato costruito in pietra di Toppo nell'anno 1889. La torre termina con bifora e fregi in stile gotico. Percorrendo la strada che va verso Meduno, si possono vedere i resti del castello di Toppo. Sempre in questa piccola località si può visitare il palazzo Toppo-Wasserman, detto anche Palazzo dei Conti, costruito nel XVI secolo, quando il castello era ormai in fase di declino.

Si può inoltre visitare la Chiesetta Alpina sul Colle di San Giorgio, che mantiene la memoria degli alpini di Travesio caduti in guerra.

La Parrocchiale di Usago, dedicata a San Tommaso, risale probabilmente al 1533. Conserva al suo interno una preziosa pala d'altare di Pomponio Amalteo, dov'è raffigurata l'incredulità di San Tommaso.

A Toppo si può visitare la Chiesa di San Lorenzo, mentre in località Zancan si trova una suggestiva chiesa dedicata alla Beata Vergine del Cosa, detta "del Latte". Qui si può ammirare un portale del Pilacorte risalente al 1505.

Vito d'Asio

Risalita la pittoresca Valle del Torrente Arzino, toccato Casiacco lungo la strada della Regina Margherita, si giunge ad Anduins.

Qui merita una visita la Chiesa di Santa Margherita: al suo interno vi è uno splendido altare del Rosario del 1738 di Giovanni Mattiussi e un altare maggiore di Francesco e Giovanni Chieu di Pinzano.

Molto bella anche la pala d'altare di Giuseppe Buzzi del 1712, raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Bartolomeo e Margherita.

A Vito d'Asio si trova la chiesa di San Michele Arcangelo, risalente al '700, più volte ampliata. L'ultimo restauro risale al 1984/89. Presenta una facciata in pietra costruita su disegno di Domenico Rupolo e dal parroco artista Don Gabriele Cecco. All'interno si possono ammirare affreschi e sculture del XVIII secolo. Bellissime le pale della Madonna del Rosario e della Madonna della Cintura. Di notevole pregio e interesse è anche il castello del Conte Giacomo Ceconi, costruito a più riprese con un coronamento finale di torri e merlature.

La torre più alta e sottile fu progettata per alloggiare la campana che serviva al Conte per richiamare al lavoro i suoi operai. La facciata presenta alcune statue (Ariosto, Michelangelo, Petrarca, Tasso e Dante) e cinque affreschi (Giorgio Stephenson, Alessandro Volta, Michelangelo, la pittrice Irene da Spilimbergo, allieva di Tiziano, Vittoria Colonna, poetessa amica di Michelangelo e Leonardo da Vinci).

La chiesetta del parco, consacrata nel 1889 da Monsignor Ceschia, ospita le spoglie del Conte.

Il Castello, non riconducibile ad alcun canone stilistico determinato, fu incendiato nel 1944 e venduto dopo la guerra all'Ente Provinciale di Economia Montana, che lo ha lentamente ricostruito. Oggi tutto il complesso appartiene all' Azienda Regionale delle Foreste del FVG, che lo ha restaurato dopo il sisma del 1976.