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Artigianato e Tradizioni
Le
produzioni locali hanno sempre avuto i loro piccoli, ma efficienti centri
nelle botteghe artigiane, nei vani accanto ai focolari, nelle stalle durante
l'inverno o sotto i portici nelle lunghe giornate estive.
Il legno, la pietra e i metalli venivano lavorati per la creazione di
piccoli o grandi capolavori dall'inestimabile valore artistico o semplicemente
utili per la vita di tutti i giorni.
I falegnami (marangons) erano maestri nella fabbricazione di madie, sedie,
tavoli, cassepanche, arredi per chiese e sacrestie, cesti, lanterne, dalmine
(tipiche calzature delle zone montane) oltre che dei numerosi utensili
necessari per le cucine. Coloro che lavoravano i metalli avevano sviluppato
le propria abilità nella produzione di bronzini, pentole e secchi
in rame e dei caratteristici alari (ciavedals) che abbellivano il centro
di ogni casa, il focolare: ancora oggi se ne possono ammirare le opere
nelle case e nei ristoranti tipici.
Ancor più rinominati erano i lapicidi, ossia quanti si dedicavano
alla lavorazione della pietra, come gli scalpellini, i terrazzieri o i
mosaicisti, i cui pavimenti, pareti, colonne, quadri e sculture si ritrovano
tuttora all'interno delle case e dei palazzi signorili di Venezia, Parigi,
Mosca e New York.
La loro perizia si distingueva anche nell'ideazione e costruzione di
ponti, strade e ferrovie, quali per esempio la maestosa Transiberiana:
nomi quali Ceconi, Avon, Gio Maria Fabricio, Collino, Odorico e Rizzolati
testimoniano perciò a un tempo anni di dolorosa emigrazione, e
la tempra di un popolo tenace ed orgoglioso della propria terra e delle
proprie origini.
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