TEMATISMO CULTURA ARTE e STORIA LOCALE
Breve descrizione dei nodi, come arrivarci, eventuale bibliografia

Il territorio montano e pedemontano conserva diverse testimonianze legate a fatti di storia e cultura locale. Tra questi ricordiamo l'Inquisizione ed il caso Menocchio, mugnaio di Montereale Valcellina condannato al rogo per eresia nel 1599, le vicende dei moti mazziniani dell'800, con la sfortunata insurrezione guidata da Antonio e Silvio Andreuzzi di Navarons di Meduno, líemigrazione tra le due guerre ed il contrabbando del sale e del tabacco nella Valcellina del '700. Dal punto di vista artistico importanti testimonianze hanno lasciato il Pilacorte, il Pordenone, líAmalteo ed il Calderari, nella decorazione architettonica e pittorica delle parrocchiali e delle chiesette rurali del XV e XVI secolo.

NODI:
1. Il Caso Menocchio e l'Inquisizione in Friuli
Domenico Scandella, detto Menocchio, nasce nel 1532 a Montereale Valcellina e finisce i suoi giorni, condannato al rogo dal Tribunale dell'Inquisizione di Aquileia e Concordia, nel 1599. Mugnaio soprattutto, ma anche muratore, contadino, falegname, commerciante di legname, stimatore di beni, amministratore della chiesa, maestro di "Leggere, scrivere et abaco", legge, pensa, rimurgina, contrasta con il prete, con i paesani, a volte straparla. La sua religiosità semplice ed essenziale ìamar Dio et amar il prossimoî si scontra con le formule e le codificazioni della Chiesa della Controriforma. La vicenda ed il personaggio sono conosciuti in tutto il mondo grazie allo studio degli storici Carlo Ginzburg e Andrea Del Col. Tra i luoghi del Menocchio, ricordiamo la chiesa di San Rocco, di cui era amministratore dei beni.
Come arrivarci: uscendo dal centro di Montereale, in direzione nord-est, nei pressi del cimitero del paese, sul greto del Cellina.
Per saperne di più: Carlo Ginzburg, Il formaggio e i vermi, Einaudi, 1976. Andrea Del Col, Domenico Scandella detto il Menocchio. I processi dell'Inquisizione (1583-1599), Edizioni Biblioteca dellíImmagine, 1991.

2. Il Falsario di Malnisio e le contese confinarie tra Andreis e Barcis, Frisanco e Maniago
l 19 novembre 1624 il luogotenente di Udine, Giovanni Barbarigo, pronuncia una sentenza di condanna al bando perpetuo dai territori della Repubblica veneta, pena la vita, contro un certo Gian Daniele Magris di Malnisio, "huomo scellerato et di prava conoscientia". L'accusa è precisa: far "mercantia" di false scritture legali, "con le quali da dieci anni in qua ha posto in confusione tutti quei cantoni di là del Tagliamento". Tra i territori coinvolti segnaliamo quelli degli attuali centri di Maniago, Frisanco, Barcis e Andreis. Gian Daniele, forse con la complicità di altri falsari, falsifica vecchi atti notarili, vendendoli poi alle parti in causa. » così che il Magris lavora per "guadagnar un pane".
Per saperne di più: Liliana Cargnelutti, Carte false nelle valli del Cellina e del Colvera. Un episodio di liti per terre comunali e private nella Maniago degli inizi del Seicento, coedizione S.T.A.F Circolo culturale Menocchio, Sequals (Pn) 1999.

3. Casa Andreuzzi e i moti mazziniani del 1864
L'esposizione nasce con líintento di conservare la "memoria" dei Moti friulani del 1864, un episodio poco conosciuto, ma che per i suoi contenuti etici e morali merita essere riproposto. Il tentativo insurrezionale friulano, infatti, rappresenta l'ultimo dei tentativi di ispirazione mazziniana per giungere alla soluzione della "questione veneta" e al completamento dellíunità nazionale. Il fatto è caratterizzato dai rapporti epistolari tra l'indomito dottor Antonio Andreuzzi e dal suo giovane figlio Silvio con i grandi personaggi della storia risorgimentale come Mazzini e Garibaldi, per líorganizzazione di bande armate che, con la loro azione, creassero le premesse per il completamento dellíunità italiana. Gli abitanti di Navarons e dei borghi contermini parteciparono attivamente alla sfortunata insurrezione, organizzando una fucina di ordigni esplosivi e scontrandosi con gli austriaci sulle pendici di Monte Castello sopra Andreis. L'insurrezione iniziò la mattina del 16 ottobre 1864 quando una cinquantina di uomini, con alla testa il vessillo tricolore, entrava a Spilimbergo, disarmava i gendarmi e prelevava líintera cassa erariale. L'azione proseguì a Maniago da dove la banda prese la via dei monti, ritirandosi nelle valli tra i fiumi Cellina e Meduna. I patrioti friulani si trovarono soli a fronteggiare una dura azione repressiva da parte delle autorità austriache, preoccupate che quella friulana fosse il primo segnale di un vasto movimento insurrezionale europeo tendente a minare le basi.
Come arrivarci: la frazione di Navarons di Meduno è raggiungibile da Meduno SS 552, da Maniago strada locale Frisanco ñ Meduno. Casa Andreuzzi, via delle Scuole.
Per saperne di più: Dino Barattin, Mazzini a Navarons, I moti friulani del 1864, Edizioni Libraria, San Daniele del Friuli 1996

4. Chiesetta di San Rocco e affreschi del Calderari
La chiesa di Santa Maria di Calaresio, ora San Rocco, appare documentata sin dal 1186 fra quelle appartenenti alla Diocesi di Concordia e nel 1300 si è a conoscenza dellíesistenza di una confraternita e di un ospedale per i pellegrini. Líabside contiene un complesso di affreschi eseguiti da Giovanni Maria Zaffoni, detto il Calderari, tra il 1560 e il 1563 (anno della sua morte). Nel ciclo affrescato sono rappresentate scene della vita della Vergine; in queste, l'artista ha trovato perfetta sintesi tra la sua vena naturalistica ñ paesaggi, scorci e architetture ñ e la composizione figurativa: le scene particolarmente affollate di personaggi che ripetono le abituali tipologie nelle pitture del Calderari, le architetture e gli scorci di interni di gusto rinascimentale, i brani reali di paesaggio ed infine i ritratti caratterizzati ed individuabili.
Come arrivarci: uscendo dal centro di Montereale, in direzione nord-est, nei pressi del cimitero del paese, sul greto del Cellina.
Per saperne di più: Bergamini G. (a cura di), Affreschi del Friuli, Udine 1973; Furlan I., Il Calderari nel quarto decennio dalla morte, in "Il Noncello", n. 21.

5. Itinerario degli affreschi del XV e XVI secolo: Chiesa parrocchiale di Santa Maria di Lestans, Pieve di San Pietro di Travesio, Oratorio di S. Maria dei Battuti di Valeriano
Diverse sono le testimoniante legate alla religiosità popolare del 1300 e 1500 presenti sul territorio ed affidate alla mano di importanti artisti del Rinascimento friulano; tra queste ricordiamo gli affreschi conservati in alcune chiese a Lestans, Valeriano e Travesio, attribuibili a Pomponio Amalteo e al Pordenone. Si tratta di manifestazioni artistiche e religiose caratteristiche dell’ambito rurale, dove l’evangelizzazione passa attraverso l’arte e la pittura assume finalità chiaramente didattiche ed educative nei confronti dei fedeli, come ben risulta dalle tematiche più spesso rappresentate e dall’immediatezza dello stile utilizzato: una sorta di biblia pauperum dove il sacro ed il mistero vengono raccontati con la semplicità di un sermo cotidianus.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria di Lestans
Nel novembre del 1525 i camerari di Lestans incaricarono, con regolare contratto, il celebre artista Giovanni Antonio da Pordenone di dipingere la "chuna" (coro) della pieve di Santa Maria e gli versarono un acconto di 40 lire. Il Pordenone tracciò alcuni disegni (conservati a Windsor). Ma altri incarichi lo impegnavano e così lasciò l'esecuzione dellíopera al genero Pomponio Amalteo. L'intero ciclo fu infatti eseguito dallíAmalteo tra il 1535 e il 1551, gli vennero infatti effettuati 18 pagamenti. Il tema del ciclo affrescato nelle pareti e nella volta del coro, rappresenta la continuità fra Antico e Nuovo Testamento. Le pareti ñ Creazione di Eva, la Cacciata dal Paradiso Terrestre, Caino e Abele, Davide e alcune scene tratte dalla vita della Vergine ñ Sogno di San Gioacchino, Nascita della Vergine, Presentazione al tempio, Sposalizio della Vergine La volta ñ Il ciclo continua sulla volta dove trova posto líIncoronazione della Vergine circondata da figure di Evangelisti, Profeti e Dottori della Chiesa. Nell'intradosso dellíarco del coro, incorniciati da grottesche, ci sono otto figure di Sante (Santa Apollonia, Santa Agnese, Santa Barbara) e i Santi Giovanni Battista e Rocco.
Come arrivarci: la parrocchiale è situata nei pressi della piazza principale del centro abitato di Lestans, in comune di Sequals.

Oratorio di S. Maria dei Battuti di Valeriano
'Oratorio di Santa Maria risale ai primi del '300, e fu eretto per volere della Confraternita dei Battuti di Valeriano. L'attuale edificio risale però al XV secolo e presenta uníunica navata coperta da volta a botte e uníabside poligonale con volta a vele. Agli inizi del XIV secolo vennero affrescati da un ignoto artista - è stato fatto il nome del Maestro dei Padiglioni - che richiama líarte emiliana di Vitale da Bologna supportata però dal naturalismo di Tomaso da Modena, con l'incentivo di fermenti locali. Sono raffigurati il Cristo Pantocrator e Santi sulla parete sinistra, e la Trinità, l'Ultima Cena e S. Nicolò di Bari sulla parete destra. La facciata (XV sec.) - Il portale lapideo è attribuito al Pilacorte. Le quattro scene raffigurate rappresentano: San Cristoforo, risalente alla prima metà del '500; Madonna in trono incoronata dagli angeli, Adorazione dei Magi e Santi Valeriano, Giovanni Battista e Stefano opere del Pordenone (1524). La volta a botte della navata (fine XV sec.) – Illustra sei scene del Nuovo Testamento raffiguranti Natività della Vergine, Annunciazione, Visitazione, Sposalizio della Vergine, Adorazione dei Magi, Presentazione di Gesù al Tempio
Come arrivarci: la chiesa è situata allíingresso del centro abitato di Valeriano, lungo la strada provinciale della Val d'Arzino, arrivando da Spilimbergo.

Pieve di San Pietro di Travesio
Il ciclo di Travesio è il più vasto tra quelli superstiti eseguiti dal Pordenone in Friuli. Fu eseguito in due riprese: dapprima la decorazione della volta e poi, dopo circa dieci anni, le pareti del coro. La volta (1516 ca) ñ La volta presenta una superficie unitaria, non suddivisa in vele e il tema principale della decorazione ad affresco è costituito dal trionfale ingresso di San Pietro alla gloria celeste. Gli spicchi sottostanti, decorati con motivi a grottesche, contengono sette ovali raffiguranti episodi tratti dall'Antico Testamento: La consegna delle leggi a Mosè, il Sacrificio di Isacco, Davide e Golia, Giona e la balena, la Fuga di Loth da Sodoma, Giuditta e Oloferne e Sansone e Dalila. Nelle lunette sono illustrati episodi della vita di San Pietro: La caduta di Simon mago, San Pietro condotto al giudizio dellíimperatore, San Pietro in carcere, La predizione del martirio a San Pietro, La condanna a morte di San Pietro, La crocifissione di San Pietro ed infine le Esequie del Santo. A questa fase dei lavori appartengono anche le Virtù teologali e cardinali del sottarco. Le pareti (1525-26) ñ Sul lato sinistro sono decorate líAdorazione dei Magi, e le Nozze di Cana, sul lato destro la Conversione di Saulo e la Decollazione del Santo, al centro, nella parete di fondo, il Cristo Morto. A questa seconda fase dei lavori appartengono anche i motivi ornamentali e le figurette di Sante entro medaglioni negli sguanci delle finestre.
Come arrivarci: la parrocchiale di San Pietro è situata all’uscita del centro di Travesio, lungo la strada comunale in direzione di Spilimbergo, nei pressi della stazione ferroviaria.
Per saperne di più: Furlan C. - Bonelli M., Il Pordenone a Travesio, Udine 1984. Damiani L., Il tempo ricostruito, Sequals 1985. GOI P., Religiosità popolare nel Friuli occidentale, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 1992, RIZZI A., Profilo di storia dell’arte in Friuli, voll I, II, Maniago 1975.